Visita il nostro sito www.centromutui.com. Troverai tutti i tipi di mutui con la possibilità di calcolare la rata e di ottenere un tempo reale una seria fattibililà di presentazione direttamente con gli analisti.

Visualizzazione post con etichetta mutui previsioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta mutui previsioni. Mostra tutti i post

lunedì 9 luglio 2012

BANCHE - Vi spiego perché si parla di crollo dei mutui. Sono le banche a non concederne più

Anche oggi si parla del crollo dei mutui per la casa concessi dalle banche. E' da un po' di mesi che si rincorrono queste notizie di varie fonti. Il fenomeno esiste e dura da un po' di tempo. Per questo credo sia il caso di farsi qualche domanda. Perché, dunque, sempre meno gente ottiene il mutuo per la casa? Il vero motivo non è certo perché la gente ha smesso di voler comprare la casa. Il motivo è semmai che le banche concedono con più difficoltà i mutui adesso rispetto a un anno fa e soprattutto rispetto a 5/6/10 anni fa. E allora chiediamoci perché le banche italiane concedono con molta più difficoltà i mutui a chi vuole comprarsi, in genere, la prima casa. Per cominciare, alle banche non conviene di per sé prestare i soldi in questa maniera. Se una banca ha della liquidità, e la ottiene dalla Bce all'1 %, la cosa che le conviene di più è ricomprarsi le proprie obbligazioni. Indirettamente investe così senza difficoltà il 7/10% di tasso di interesse che sul mutuo sulla casa non ottiene. Poi alla banca italiana conviene comperare i titoli di stato italiani, perché così si aggrazia il governo, che sarà grato alle banche se le banche sostengono il debito pubblico italiano. E alla banca, ai dirigenti delle banche, conviene più tenersi buono il governo che i poveri, i piccoli risparmiatori zoppicanti. Guardando a cosa succedeva 10/20 anni fa, ci accorgiamo che ul mutuo veniva concesso in base al valore della casa. Negli 90 se la casa valeva 200 milioni di lire e chiedevi un mutuo di 150/160 ti veniva concesso facilmente. Il discorso della banca era semplice: male che vada abbiamo l'ipoteca sulla casa, vendiamo la casa all'asta e recuperiamo. Col tempo, però, le banche si sono accorte che questo sistema era scomodo e sconveniente. Così hanno incominciato a dare una notevole importanza al reddito. Uno non solo deve concedere un'ipoteca sulla casa con un congruo valore, ma deve anche avere un reddito per cui in linea di massima si può prevedere che non si arriverà alla brutta conseguenza di dovere aggredire la casa. Ma recentemente le banche ne hanno aggiunta anche un'altra. Sei assunto a tempo indeterminato ma lavori per un'azienda che potrebbe chiudere? Non ti danno il mutuo. Sei una commessa in un grande magazzino, ma se quello chiude? Non te lo diamo! A questo punto si capisce perché i mutui sono scesi. Ma parlando di mutui, io starei molto attento. Sono diversi i casi incresciosi accaduti negli ultimi tempi. Ad esempio: uno va in banca, firma un mucchio di documenti, la banca gli dice a voce che gli verrà concesso il mutuo e fissa un appuntamento dal notaio, dove arriva il venditore. Ma il giorno prima la banca gli telefona dicendogli che hanno deciso di non dargli il mutuo. Questo per dire: la banca della vostra parola non si fida, la banca non si fida mai di voi. E allora perché dovete essere voi a fidarvi della banca? Della banca non bisogna fidarsi. Non fidatevi di quello che viene detto a voce, che verrà il funzionario della banca a erogare il mutuo, Chiedete garanzie scritte e soprattutto non accettate di pagare le provvigioni alle agenzie immobiliari prima che venga erogato il mutuo. Infine, un altro consiglio. Se uno ha dei risparmi (se è riuscito a mettere qualcosa da parte, o ha avuto una piccola eredità, una grande eredità) la cosa più logica è estinguere, anche solo in parte, il mutuo che si ha. Molta gente mi scrive delle mail, perché magari ha un mutuo che va avanti al 5% di tasso, ha dei risparmi ma è stata convinta a metterli in un fondo della banca, o ad aggiungerli al fondo pensione o a metterli in una polizza vita. La cosa più logica è che se uno ha un debito e ha una liquidità conviene ridurre il debito.



martedì 3 luglio 2012

La bce si prepara a tagliare il costo del denaro: cosa accadrà ai mutui?




 Nei prossimi giorni la banca centrale europea deciderà sul taglio dei tassi di interesse. l'aspettativa più diffusa è un taglio del costo del denaro dall'attuale 1% al mimimo storico dello 0,75%. e c'è chi addirittura scommette su un taglio di 50 punti base, dettato dal peggioramento delle condizione economiche della zona euro. ma cosa accadrà al mondo dei mutui a tasso variabile con questo nuova manovra della bce? Il taglio dei tassi di interesse porterebbe ad abbassare le rate dei mutui a tasso variabile, con possibili conseguenze positive anche sul mercato immobiliare, che sta vivendo un momento di profonda crisi. per aumentare l'erogazione dei mutui, gli istituti di credito potrebbero essere costretti a rivedere le condizioni di accesso ai mutui (oggi abbastanza proibitive), abbassando i differenziali. Nelle ultime settimane segnali in questa direzione sono venuti dalle iniziative di alcune banche come intesa sanpaolo e cariparma. La prima ha stanziato un plafond di cinque miliardi di euro per i mutui di famiglie e giovani per l'acquisto della prima casa. La seconda ha avviato un piano di finanziamento alle famiglie di 2,5 miliardi, optando per tenere gli spread a livelli bassi. A remare controcorrente potrebbero essere le nuove norme sulla vendita delle polizze legate ai mutui, entrate in vigore il primo luglio. Il dl liberalizzazione impedisce agli istituti di credito di essere intermediari e beneficiari di polizze vite legate al mutuo, obbligandoli a sottoporre all'attenzione del mutuario almeno due polizze di compagnie diverse.





mercoledì 27 giugno 2012

ANDAMENTO MUTUI - Maggio 2012

I dati del mercato immobiliare spesso si anticipano gli uni con gli altri e gli indicatori sulla domanda di mutui facevano presagire già da mesi il crollo delle compravendite di case di inizio 2012. a maggio, tuttavia, la richiesta di prestiti per la casa, pur restando in congiuntura negativa, sembra cominciare a invertire la tendenza catastrofica registrata fin'ora. un segnale relativamente positivo, da prendere tuttavia con le pinze.
Come ogni mese il barometro crif, il sistema di informazioni creditizie che si basa su dati eurisc e raccoglie i dati di numerosi istituti di credito, ci fa vedere qual è la tendenza nella richiesta di mutui da parte degli italiani. sebbene maggio abbia fatto registrare un -38% interannuale, come vediamo dal grafico sembrerebbe che la tendenza si stia leggermente invertendo. la prudenza in quest'analisi è tuttavia d'obbligo, perché il contesto macroeconomico e la crisi dell'euro determineranno quanto succederà nei prossimi mesi ciononostante, non c'è da stare allegri e per capirlo basta guardare la seguente tabella: nei primi cinque mesi del 2012 la richiesta di mutui è crollata di un sonoro 45%. guardando questi dati c'è persino da stupirsi che il mercato residenziale sia crollato "solo" di un 20%




giovedì 12 aprile 2012

Le banche si preparano a un nuovo restringimento del credito. Lo dice la BCE

Un quarto delle banche europee prevede di stringere ulteriormente i requisiti di accesso al credito per le imprese, dopo aver già inasprito tali condizioni nell’ultimo trimestre del 2011. A dichiararlo è stata direttamente la Banca Centrale Europea che nei primi giorni di febbraio ha pubblicato la The Euro Area Bank Lending Survey (January 2012). L’indagine ha coinvolto 124 banche dell’area euro. Secondo la survey il 25% delle banche europee continuerà, nei confronti di imprese e consumatori, nella politica di contenimento del credito anche in questo primo trimestre del 2012. La Bank Lending Survey, completata tra il 19 dicembre e il 9 gennaio, non tiene però conto dei quasi 500 miliardi di euro (489,1) che dall’Euro Tower di Francoforte sono stati messi sul piatto a favore delle banche europee sotto forma di prestiti a tassi di favore all’1% (quattordici gli istituti italiani coinvolti per un ammontare complessivo di 40,4 miliardi di euro); tuttavia, c’è da credere che la paura di un nuovo credit crunch all’orizzonte spinga le stesse banche a tenere in cassaforte quel denaro.
“Le banche coinvolte nella Bank Lending Survey – spiega la BCE – hanno giustificato la propria politica di inasprimento dei criteri per l’erogazione del credito nella combinazione sfavorevole tra l’indebolimento del contesto economico e le prospettive di un aumento del debito sovrano che continueranno a minare la situazione del finanziaria del settore bancario europeo”.
Infatti, un altro 24% delle banche dell’area euro ha specificato che sarà sempre più difficile per una famiglia ottenere un mutuo per l’acquisto di un’abitazione.
Non solo, ma nel quarto trimestre del 2011 addirittura il 35% degli istituti intervistati ha dichiarato di imporre regole più severe alle imprese per l’ottenimento di finanziamenti: nel trimestre precedente una politica restrittiva in questo senso era adottata dal 16% del panel.
Il 21% delle banche coinvolte nella survey si aspetta un calo netto della domanda di prestiti da parte delle aziende nel primo trimestre dell’anno, rispetto al 5% che ha previsto una discesa di queste richieste negli ultimi tre mesi del 2011.
Infine due ultimi dati piuttosto preoccupanti: il 44% delle banche dell’area euro (quasi quindi la metà del panel) è sicuro che la domanda di mutui da parte delle famiglie scenderà drasticamente in questo inizio di 2012; parallelamente il 42% del panel applicherà una politica molto più stringente per la concessione di mutui per l’acquisto di una casa (nell’ultimo trimestre del 2011 tale percentuale era pari al 20%).

martedì 27 marzo 2012

EURIBOR VICINO AI MINIMI: COME CAMBIA IL MUTUO.

L'inondazione di liquidità della Banca centrale europea (Bce) non ha tardato a manifestare i propri effetti e i tassi Euribor si sono improvvisamente ridotti fino a tornare vicini ai minimi storici di due anni fa: ieri la scadenza a un mese è scesa fino allo 0,46% (era arrivata poco sotto lo 0,4% nel marzo 2010) e quella a 3 mesi allo 0,86% (0,63% il record). Soltanto nove mesi fa entrambi i tassi, che servono per determinare le rate dei mutui variabili, erano sopra l'1% e tutti cercavano di valutare l'impatto di nuovi rialzi. Oggi invece la situazione è diametralmente opposta e le mosse di Francoforte funzionano da ossigeno puro per le famiglie alle prese con la rata di un prestito variabile. Il beneficio varia di caso in caso, a seconda della durata residua (la sensibilità ai tassi cresce per quelli più lunghi) e dal meccanismo di indicizzazione (alcuni prodotti potrebbero essere ancora legati agli Euribor più elevati di qualche mese fa). Ma si può calcolare un risparmio medio attorno al 5% rispetto all'estate scorsa: per un mutuo ventennale da 100mila euro si pagava 538 euro a luglio e si devono versare 510 euro adesso. E l'impatto delle mosse Bce non è destinato a esaurirsi qui, perché se anche non arriveranno nuovi tagli dei tassi ufficiali dall'Eurotower (attualmente all'1%), l'effetto liquidità contribuirà a rallentare ancora un po' l'Euribor. I future quotati sul mercato di Londra prevedono un'ulteriore discesa per il tasso a 3 mesi fino allo 0,7% di settembre e poi, quando prevedibilmente la situazione in Europa si sarà assestata, un graduale recupero che potrebbe garantire rate «leggere» ancora per diversi anni alle famiglie italiane. Dove la situazione è molto meno promettente è sui prodotti di nuova stipula: chi si è avvicinato a una banca negli ultimi mesi avrà sicuramente notato che i tassi non si sono certo ridotti, anzi. Se la scorsa estate un variabile si poteva avere, versando 530 euro al mese per ogni 100mila euro presi a prestito, oggi servono almeno 594 euro nonostante la discesa dell'Euribor. Un rincaro di circa il 12%, che diventa addirittura superiore al 16% quando si considera un prestito a rata fissa (passato da 617 a 718 euro nello spazio di 9 mesi). Il motivo di questa biforcazione è semplice: la crisi finanziaria ha favorito da una parte il calo dei tassi di base (Euribor e anche Irs), ma ha anche provocato l'impennata degli spread, cioè dei ricarichi che le banche applicano per arrivare al tasso finito destinato alla clientela. Sulle cause di quest'ultimo fenomeno (e sul fatto che i rincari siano giustificati o meno dal maggior costo della raccolta delle stesse banche) si è a lungo discusso. Quel che è certo è che gli effetti sono sotto gli occhi di tutti perché sempre lo spread medio praticato per le offerte sul web è praticamente triplicato nel giro di pochi mesi: dall'1,3% dello scorso giugno (prima che la crisi del debito italiano deflagrasse) fino al 3,6% di febbraio, un'ascesa inarrestabile. Qualche novità, anche su questo versante, le ultime settimane l'hanno però portata. L'ondata di denaro a buon mercato (1%) distribuita dalla Bce ha alleviato le difficoltà di finanziamento delle banche italiane e gli effetti iniziano timidamente a farsi vedere anche sugli spread: alcune banche hanno iniziato a fare marcia indietro, altre hanno quantomeno arrestato l'avanzata dei tassi. I prossimi mesi diranno se si tratta di un fuoco di paglia, o se gli italiani potranno tornare davvero a stipulare mutui a prezzi competitivi.
sole24

sabato 21 gennaio 2012

MUTUI E LIBERALIZZAZIONI - Cosa cambia

Anno nuovo, stangata sui mutui vecchia. O almeno per quelli che ancora devono essere stipulati. Nonostante il 2011 - l’annus horribilis per gli spread - sia terminato, varcare la porta delle banche resta sempre un rischio per i mutuatari. La passione tutta italica del mattone viene, infatti, completamente annientata dalla restrizione dell’accesso al credito. Così come emerge dai dati diffusi in questi giorni dalla Banca d’Italia, secondo cui gli italiani nel terzo trimestre del 2011 hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 10,3 miliardi di euro, cioè 2 miliardi di euro in meno rispetto allo stesso periodo del 2010 (-16,06%). La situazione che ci si trova davanti è, quindi, la stessa di 3 settimane fa: la chiusura del mercato dei prestiti per la casa. Tutta colpa dell’impennata a quota 500 registrata tra il differenziale di rendimento tra i Btp e i Bund, cioè i titoli di stato decennali italiani e tedeschi, che ha moltiplicato il rischio per gli istituti di credito che - a loro volta - si sono ritrovati ad affrontare maggiori costi nella ricerca di liquidità. Un pericolo, poi, scaricato immediatamente sul cliente che, dall’oggi al domani, ha iniziato ad accollarsi il ricarico applicato ai finanziamenti. Tanto che lo spread (in questo caso il guadagno della banca) da inizio gennaio risulta addirittura aumentato rispetto allo scorso dicembre: l’avevamo lasciato al 3,5%/4%; ora ha sfondato il muro del 5%. Senza, tuttavia, dimenticare che nell’estate 2010 un mutuatario riusciva, invece, a strappare uno spread dello 0,9%. Rincari applicati dagli istituti di credito che restano, quindi, ancora elevatissimi e che annullano di fatto i risparmi che arrivano dalla riduzione registrata dall’Euribor e dall’Irs. I tassi applicati rispettivamente ai mutui a tasso variabile e a quello fisso sono, infatti, ulteriormente in discesa: l’Euribor a 3 mesi è all’1,2%, mentre l’Irs a 25 anni è al 2,55%. Percentuali, insomma, abbastanza in linea con il costo del denaro che anche nell’ultima riunione della Banca centrale europea della scorsa settimana è stato lasciato fermo all’1% con le aspettative per un futuro rialzo solamente entro la prima metà di quest’anno.
Ma, come detto, questa congiuntura positiva per i mutuatari viene completamente vanificata facendo partire decisamente in salita questo 2012 per chi vuole sottoscrivere un prestito per acquistare casa. Tanto che secondo i dati diffusi da Crif, a dicembre la domanda di mutui da parte delle famiglie è calata a picco del 41% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. E sempre a due cifre è anche la diminuzione registrata nel 2011: il bilancio parla di un - 19% rispetto all’anno prima, mentre nei due anni precedenti il segno era stato positivo con un +1% nel 2010 e + 7% nel 2009. Che fare, quindi, in attesa che le tensioni sul mercato interbancario si allentino e i mutui tornino ad essere appetibili? Sicuramente bisogna aspettare e, nel frattempo, gioire per le novità che arrivano dal fronte politico. Con il nuovo pacchetto di misure legate alle liberalizzazioni, il Consiglio dei ministri si appresta a varare anche un decreto molto interessante per gli aspiranti mutuatari: una stretta su banche e assicurazioni legate ai mutui. È, infatti, previsto che se gli istituti di credito condizioneranno l’erogazione del mutuo alla stipula di un contratto di assicurazione sulla vita saranno tenuti a sottoporre al cliente almeno due preventivi di due differenti gruppi assicurativi.
In altre parole chi contrae un prestito per la casa non sarà più obbligato ad accettare la polizza proposta dalla banca, ma avrà la possibilità di visionare i contratti di almeno altre due assicurazioni, anche se sempre proposti dalle banche.
Un’importante novità che va ad affiancarsi al nuovo regolamento Isvap (l’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni) che entrerà in vigore il prossimo 2 aprile e che permetterà ai mutuatari di poter stipulare la polizza assicurativa (compresa l’assicurazione in caso di perdita del posto di lavoro e caso morte) con qualsiasi compagnia e non obbligatoriamente con quella imposta dagli istituti bancari.

sabato 14 gennaio 2012

Nel 2012 previsto rialzo dei tassi e meno richieste di mutui

Queste le previsioni per il prossimo ed imminente 2012: sempre meno famiglie italiane faranno richiesta di mutuo per l’ acquisto di un immobile, vista la situazione economica seriamente critica che sta attraversando il nostro Paese, nonostante la manovra Monti. Infatti , anche se la BCE ha effettuato di recente un nuovo taglio dei tassi, le Banche erogatrici di mutuo, continuano ad aumentare gli spread, determinando un incremento notevole dei tassi di interesse e quindi delle rate, a causa della scarsa liquidita` di cui dispongono. Richiedere un finanziamento per la casa nel 2012 diventera` sempre piu` difficile ed i primi segnali negativi si sono avuti gia` durante quest’ anno, dove abbiamo assistito ad una considerevole diminuzione di richieste di mutui immobiliari da parte degli italiani e che si protrarra` ancora per i successivi 12 mesi, con un piu` che probabile peggioramento.
Da quanto emerge dai dati diffusi da Crif, Assofin e Prometeia, bisognera` attendere almeno il 2013 per vedere un leggero miglioramento per il settore dei mutui, che hanno gia` subito un duro colpo nei primi 9 mesi del 2011. Sembra che soltanto i prestiti personali non abbiano risentito di questo periodo difficile, infatti la loro richiesta ha fatto registrare un incremento che supera il 5%.

redazione mutuonews